Cronaca logorroica della prima 10 km di un runner principiante

La prima volta non si scorda mai !

E merita un racconto logorroico … abbiate pazienza… Chi non ha tempo (e lo capisco…ho scritto na pizza!), guardi solo le figure, come mia figlia con i libri, sempre di fretta anche lei.

La storia comincia cosí:

Ebbene sì!
Ieri 8 Marzo ho corso per la prima volta in una manifestazione sportiva. Da adulto, dico. Una10 km. Mai avevo corso prima, sia ufficialmente che ufficiosamente.

Ho cominciato a correre a Gennaio, e mi ero messo in testa di partecipare poco a poco a qualche evento….
L’allenamento andava bene, ma avevo bisogno di uno stimolo in più, una nuova sfida…
Correvo mezzora, con intervalli vari, di media 5 km.
Poi una settimana fa parlo con un amico runner, Raul, e mi dice che proprio lui stava organizzando una corsa di 5 e 10km, un un parco di Madrid.
La Carrera del Taller, ossia la corsa del meccanico, da celebrare il giorno della festa delle donne.

Tutto un programma! ( regaleranno calendario Pirelli? Mi son chiesto).
Quindi dubbi: correre la 5 non aveva molto senso. Correre la 10?. Ma non avevo mai corso un’ora intera. Sarà il caso?
Allora ecco l’altro amico, Silvio, che mi dice, sicuro: vai! 10 e tranquillo. Casomai vai piano.

OK. Deciso e iscritto.

Vado a ritirare il pettorale. Che qui poi si chiama dorsale… Ma si mette pur sempre davanti, sia qui che lí… e allora perché, spagnoli, fare confusione? ….. Mah… (Come quella storia che se la mucca fa MU, perché il merlo non fa me…).
“Indispettito, con mio cappotto a doppio petto, ritiro di getto il petto-dorsale, pronto a tutto.”

Al ritiro petto-dorsale e borsa con gadget vari, trovo l’amico Raul, che mi da il benvenuto e mi scatta una foto.
3068. Bel numero ! Mi ispira.
cappottostefano

Problema successivo: come mi vesto per correre?
Mi sembra di essere tornato adolescente prima della festa di capodanno….
Farà caldo? Freddo? Se poi cucco… che boxer metto? ( Domanda sempre inutile, peraltro…).
Perché io corro sempre di sera, con 8 gradi, e stavolta ne prevedono 20, sotto il sole .
Faccio ‘na testa così a mia moglie, poi più o meno decido…

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OK… Insomma… Arriva il giorno della corsa. Domenica.
I bambini e il loro orologio biologico guastafeste rende superflua ogni sveglia nei giorni festivi. OK. 7.45. Stavolta va anche bene.
Via in macchina. Primo problema: parcheggiare. Impossibile dove pensavo. Parcheggio a 2 km dall’inizio corsa.

Vabbè amen, così faccio riscaldamento.

L’avvicinamento è carico di emozione. Sono solo, ma presto si comincia a salutare gente sconosciuta, ma con un petto-dorsale come il mio, ma con numero decisamente meno figo!  E soprattutto senza una uniforme come la mia ! Orgoglioso della mia maglia folgorante, mi faccio fare una bella foto da mandare  agli amici in Italia.
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Si attende e ci si dispone lungo la partenza, fuori dalle transenne, pronti a entrare in pista a disporsi. Arriva la gente: 1800 circa per la 10km. Non so bene a che altezza mettermi. Perché ho in testa di cercare di fare la distanza in 60 minuti. Ma non vedo i palloncini con cui si identificano i “pacers” durante la corsa. Boh!?
Mi metto a metà, tanto per non sbagliare. Più o meno lascio davanti quelli con aria professionale, e indietro quelli con aria di far baldoria.

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Arrivano i tizi con sti palloni enormi e blu legati a una spalla, che se lo mettono a me volo via con i palloni, spinto dall’elio (come quello della  MUcca che fa MU e del MErlo che fa ME).
OK! Non ho sbagliato. Il tizio dei 60 minuti si mette nella mia zona.

Miguel. Lo dice la sua maglia. Miguel sarai la mia guida! Mitico Miguel!

Miguel credo abbia sui 60 anni. Qualche chilo di troppo e una maglia che pubblicizza un ristorante di carne argentina alla brace!!! OK, Miguel! Sei il mio uomo! Lo so! Lo penserebbero anche gli altri amici miei folgoranti, avvezzi alla braciolata ovunque e dovunque! Ti starò attaccato al pallone, caro Miguel, come questo ti sta attaccato alla canotta.

Ore 11.00 in punto e… SI PARTE !!!!

A lumaca. Camminando per 50 metri in mezzo alla gente. Passo sotto al cronometro, 30 secondi dopo forse. Poi piano piano si inizia a correre.

E Miguel si stacca.
Eh no! Andemo ben!
Ma continuo a vedere il pallone. Siamo ai primi 500 metri e BOOOOOOM!  Esplode il pallone di Miguel !
Eh no! Andemo ben!
Che sfiga fotonica! Guardo dietro se c’è il palloncino dei 65, invece niente.

Allora penso che se non voglio perdere Miguel, devo stargli attaccato alla maglia. Forse è stato meglio così. Con il senno di poi. Gli faccio na foto (per il blog, penso)
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Comunque. Corro. Fatico un po’ a stare dietro a Miguel. Anche perché il mio metodo di corsa prevede 1 min. di camminata veloce ogni 10 di corsa. Invece sto tizio non si ferma mai. Rimango un po indietro, ma mi obbligo a fare le mie pause. Comunque mi sento bene. Allungo un po’ il passo e comincio a superare volta dopo volta Miguel, poi nelle pause mi riprende.

Vado avanti e indietro al mio gruppo. Così però non faccio amicozia con nessuno, cribbio.

Mi rendo conto che devo essere attorno al tempo medio delle donne allenate, sui 27 anni direi. Alla fine neanche male, sono sempre un bluesman, che corre, ma pur sempre un bluesman.

Decido di rilassarmi e godermi il panorama (…). Metto su musica. Emerson, Lake & Palmer. Aiuta. Suona da Dio in stereofonia e senza disturbi.
Comincio a non pensare più tanto a Miguel, ormai fuori dalla vista ( secondo me, correva più veloce di quel che doveva), né al panorama (…) .
Sorrido  e saluto i bambini che stanno a lato del percorso. Mi sento felice.
I km passano, con i loro cartelli grandi, scritta bianco su nero. 2…3…4… Anche le salite e discese scorrono sotto ai piedi. No problem!

Nelle discese la gente frena per tenere la stessa velocità, io invece no. Magari sbaglio, mi dico, ma mi ricordo che me lo aveva insegnato 20 anni fa il mio amico Daniele, che correva sul serio, di lascia andare il corpo e defaticare i muscoli in discesa (ricorderò bene?). Così approfitto!
Le salite che coincidono con le pause dei 10 minuti le faccio camminando. Furbo io !

Improvvisamente mi rendo conto che sto passando davanti a gente. Penso che siano loro a essere già stanchi.
Arrivano i 5 km. Un po’ di acqua. Tiro fuori dal taschino dei pantaloni un cubetto di cioccolato. E si continua.

D’improvviso becco di nuovo Miguel  a due passi.
Colpo di scena.
Si ferma a camminare, aspettando un amico con scarpa slacciata.
Mah. Sicuro che poi mi riprende.
Boh. Io continuo. Ormai ci sono quasi.
Fino a qui è come negli allenamenti, ora non so come reagirà il corpo.

Mi accorgo che a mio ritmo, e cercando di frenarmi un po’ per non cedere all’entusiasmo, lascio indietro un po di gente. La mia app nel cellulare mi dice che corro sotto i 6 min/km. Ciò significa che potrei arrivare come speravo, se non sta sbagliando la app: non mi fido piú di nulla.
Vado via tranquillo, e comincio ad avere a fianco giovanotti con fisico un po’ diverso da prima.
A un certo punto scollino, e mi trovo 100 metri davanti a me il palloncino che segna 55minuti. Cheeeeee??? Non ci posso credere… e….Lo supero.
Mancano 2 km. Mi sento bene e vado con il mio ritmo. Sono tentato a tirare e saltarmi l’ultimo minuto di camminata. Ma mi controllo. Testa. Allora cammino, e mi lascio passare avanti ancora dal palloncino 55. Purtroppo il tizio non ha nome nella maglietta.
La cosa mi delude, quindi decido di superare lui, l’Innominato, anche due magliette “Stephanie” e “Alexandre”. Li sorpasso immaginando la loro nazionalità.
Avanti avanti vedo il palloncino dei 50min. Ma non ci penso nemmeno. A mio ritmo!
Ultimo km. Mi faccio un selfie. Per il blog, penso (Un demente, devono aver pensato quello che mi superavano).
Ultimo km. Il pallone gonfiato dei 55′ è abbastanza indietro. Arrivo in discesa,bene. Lo vedo lí davanti. L’emozione sale. Spengo la musica per sentire la gente che grida e supporta i suoi. Penso se tirare di più e fare uno strappo. Ne avrei ancora. Ma poi decido che non ne vale la pena (devo anche arrivare dopo alla macchina, 2 km più in là).
Mancano poche centinaia di metri e vedo ormai vicino l’arrivo. Il cronometro a 53… Mi faccio un selfie (per il blog) correndo all’indietro; penso: desso casco e l’ho fatta!”

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Ok. Sorridere che c’e’ una telecamera che immortala l’arrivo di tutti. Una carezza alla tartaruga sul cuore. E ci siamo!

C’est fin!

È FATTA!

54.17 tempo ufficiale.
53.23 tempo netto.

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La Folgorante c’è stata! È nei registri ufficiali.

Ora a rifocillarsi, andare a recuperare la macchina. Ma non senza prima guardare in alto, mentre un palloncino bianco vola al cielo.
Il grande cielo sotto cui ci stiamo tutti. Tutti !

E sorridere. Felice. Grazie Folgorante!
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scritto da Stefano

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Un pensiero su “Cronaca logorroica della prima 10 km di un runner principiante

  1. Pazzesco, sembrava di fare la corsa con te! mitico Stefano. Caro Miguel, prendi epportaaccasa!
    Proud to be folgorante…ma come si dice in spagnolo?

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